Vanguard America. Proud Boys. Women for Aryan Unity, Aryan Brotherhood, Aryan Freedom Network. Oath Keepers. Ma c’è anche chi strizza l’occhio ai nazionalisti pur mantenendo posizioni meno bellicose, come Turning Point Usa, diventata famosa in Europa in questi giorni dopo l’assassinio di Charlie Kirk, che l’aveva fondata.
Sono solo alcuni dei nomi dei gruppi politici di estrema destra e di derivazione conservatrice, popolati da suprematisti bianchi che spopolano in USA.
La violenza delle armi sta diventando violenza politica. Il conservatorismo, la repressione, il razzismo e il suprematismo predicati da Trump invocano dall’inizio del suo mandato (ricordiamo l’assalto a Capitol Hill) l’inizio di una guerra civile fatta di omicidi mirati e liberalizzazione totale delle armi.
Ma come funzionano le reti di estrema destra, che divulgano ideologie neonaziste e che negli ultimi due anni si sono espanse a macchia d’olio negli Stati Uniti? Facendo proselitismo e sfruttando abilmente le proprie reti. Un caso esemplare è quello dell’Aryan Freedom Network, fondato nel 2018 e che negli ultimi due anni – da quando cioè ha accolto all’interno i membri del Ku Klux Klan – si è diffuso capillarmente in 34 stati degli Usa, aprendosi varchi di consenso grazie ad altre reti conservatrici più piccole e locali.
L’AFN è un gruppo neonazista con idee antisemite, razziste e nazionalsocialiste fondato in Texas nel 2018 da Tonia Sue Berry e Dalton Henry Stout. Attraverso una propaganda online e offline e raduni contro i suoi presunti oppositori ideologici – che includono principalmente ebrei, persone di colore e la comunità LGBTQ+ -, l’AFN cerca di riorganizzare la società americana attorno alle convinzioni del suprematismo bianco più radicale. Nella dichiarazione d’intenti in 14 punti del gruppo, figurano l’istituzione di una “patria europea ariana bianca autonoma in Nord America” e la fine di ogni “immigrazione non bianca” negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali. Sono i fondatori stessi ad ammettere che l’organizzazione ha suscitato un rinnovato interesse nella popolazione a partire dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Gli attacchi del tycoon alle iniziative per la diversità, la sua linea anti-immigrazione e il suo costante richiamo ai “valori occidentali”, hanno galvanizzato una nuova ondata di attivisti di estrema destra, favorendo e alimentando un processo di normalizzazione del suprematismo bianco. All’agenzia di stampa britannica Reuters, Dalton Stout ha dichiarato: «Trump ha risvegliato molte persone sui problemi che solleviamo da anni. È la cosa migliore che ci sia capitata».
Dalla marginalizzazione alla politica
Tali idee estremiste, un tempo confinate a gruppi marginali come i Proud Boys – che hanno contribuito a guidare l’assalto del 6 gennaio 2021 a Capitol Hill – ora si fondono più facilmente con la più ampia politica repubblicana portata avanti da Trump, basata sui valori nazionalisti del “Make America Great Again”. Ciò è stato possibile non perché siano cambiati i gruppi estremisti, ma perché è cambiata la realtà attorno a loro, contribuendo a un’impennata delle attività dei nazionalisti bianchi apertamente a sostegno dell’attuale Presidente. L’AFN non fa eccezione. Nato nel 2018 in Texas, come sito web di riferimento per la condivisione di specifici contenuti tra nazionalisti bianchi, l’Aryan Freedom Network inizialmente diffondeva informazioni su diversi gruppi estremisti, musica di gruppi del white power e link per acquistare prodotti della supremazia bianca. Il gruppo attira l’attenzione nazionale per la prima volta nell’ottobre 2021, quando organizza una “White Unity Conference” a Longview, sempre in Texas, nella quale annuncia la sua transizione a un’organizzazione vera e propria pronta ad accogliere nuovi membri. Da quel momento, l’AFN ha cominciato a organizzare ogni anno conferenze e raduni privati in diversi Stati, tra cui Texas, Carolina del Sud, Arkansas, Georgia, Mississippi, Idaho e Nebraska; e, nel 2023, ha annunciato anche l’“Aryan Fest”, un festival musicale suprematista bianco. Dopo aver assorbito diversi piccoli e obsoleti gruppi estremisti, l’AFN ha potuto accrescere la sua influenza in nuove zone del Paese. I fondatori Stout e Berry hanno rifiutato di condividere i numeri dei soci, ma hanno affermato che il gruppo ora ha quasi il doppio delle sezioni rispetto alle 23 dichiarate a inizio 2023. Il “Terrorism Research and Analysis Consortium”, un gruppo di ricerca privato che monitora i movimenti estremisti, stima che i membri dell’AFN abbiano raggiunto un numero compreso tra 1.000 e 1.500.
Un occhio alla storia
Sebbene i leader di AFN oggi si definiscano nazisti americani, in realtà la loro ideologia è ancorata a quella del Ku Klux Klan (KKK), con cui hanno avuto profondi legami e da cui hanno tratto ispirazione per plasmare l’organizzazione nella sua forma attuale.
Il padre di Dalton Stout, George Stout, era un “Grande Drago” nei Cavalieri Bianchi del Texas, una branca del KKK; mentre il defunto padre di Tonia Berry, Jeff Berry, fu un “Grande Mago” del KKK dell’Indiana dal 1995 fino al 2001, quando poi fu condannato a sette anni di carcere per aver tenuto due giornalisti sotto tiro. Da bambino, Dalton Stout racconta di aver partecipato a diverse cerimonie del Klan e a campi estivi per giovani nazionalisti bianchi, oltre ad aver letto traduzioni di manuali di addestramento delle SS risalenti alla Germania nazista; mentre Tonia Berry afferma di aver partecipato da ragazza a cerimonie segrete del KKK in cui si bruciavano le croci. È proprio a questi roghi di croci, caratteristici del KKK, che i membri dell’AFN si rifanno quando incendiano ritualmente le svastiche durante i loro raduni, nei quali abbondano simboli nazisti.
Le attività
Concretamente, l’Aryan Freedom Network porta avanti la sua propaganda offline attraverso attività di volantinaggio, incontri privati tra i membri e proteste a sorpresa che prendono di mira principalmente cause LGBTQ+. Tali attività sono aperte anche ai minori di età compresa tra 14 e 17 anni, ai quali è riservata la sezione “Aryan Youth”, mentre alle donne vengono offerti ruoli di supporto nella sezione “Valkyrie Division”. Tra le diverse pratiche di propaganda offline, il volantinaggio è sicuramente considerata quella più a basso rischio per promuovere il proprio messaggio – basato sulla supremazia bianca, l’antisemitismo e il nazionalsocialismo – e reclutare nuovi adepti. Secondo alcuni rapporti della polizia, i volantini dell’AFN sono apparsi in diverse città e paesi, dalla Florida allo Stato di Washington. Nel Wisconsin, la polizia ha dichiarato che a maggio sono stati distribuiti centinaia di volantini contro gli immigrati; in uno di questi, trovato nel villaggio di Mukwonago, si leggeva: “Stanco di essere discriminato perché sei bianco? Unisciti a noi”. Stout, inoltre, ha affermato che ai membri del gruppo viene chiesto di distribuire volantini di notte: li chiama “giri notturni”, riecheggiando il termine usato dal KKK per le sue storiche campagne terroristiche contro i neri. Per quanto riguarda gli eventi, nel maggio 2024 l’AFN ha co-organizzato il suo “Dixie Unity Rally” con la United Klan Nation (un gruppo del Klan con sede in Kentucky) a Scottsboro, in Alabama; e nell’ottobre 2024 ha ospitato il suo secondo “Aryan Fest” a Lexington, in Georgia, per celebrare il terzo anniversario dell’organizzazione. Gli eventi hanno attirato partecipanti da un’ampia gamma di gruppi suprematisti bianchi e neonazisti; alcuni di loro, alla fine dell’“Aryan Fest”, hanno preso parte ad attività come una gara di boxe e una cerimonia di accensione della svastica. Nel giugno 2024, durante il mese del Pride, le sezioni AFN dell’Illinois e dell’Indiana hanno organizzato raduni anti-LGBTQ+ a Chicago e Indianapolis. Già però nel 2022 e nel 2023, il gruppo neonazista ha tenuto diverse manifestazioni contro eventi drag in Texas: in uno di questi, un membro di AFN è stato ripreso mentre cercava di estrarre una pistola durante uno scontro verbale con i contromanifestanti.
Le armi e l’istigazione alla violenza
Nonostante l’AFN abbia sempre affermato di rifiutare la violenza, ci sono prove che dimostrano il contrario. Secondo un esame dei verbali dei tribunali federali, nell’identità dell’organizzazione neonazista le armi da fuoco e l’addestramento tattico restano centrali e occupano un posto di rilievo nei raduni e nelle attività di reclutamento. In più, il gruppo sostiene apertamente la preparazione di una “Guerra Santa Razziale”, in linea con l’adesione all’“Identità Cristiana”, una teologia razzista che l’AFN usa per inquadrare la propria lotta. Tali prove sull’utilizzo della violenza da parte dell’organizzazione, provengono soprattutto da documenti relativi al caso Andrew Munsinger, tra cui la testimonianza di un informatore dell’FBI infiltratosi nel gruppo. Noto con lo pseudonimo di “Thor”, Munsinger era un ex membro dell’AFN arrestato l’anno scorso a Minneapolis con l’accusa di possesso illegale di armi da fuoco. Dopo l’arresto ha dichiarato di aver costruito e commerciato diverse armi e di aver partecipato in un anno ad almeno cinque eventi dell’organizzazione. Queste sue dichiarazioni, insieme alla testimonianza dell’infiltrato, offrono uno sguardo all’interno delle operazioni dell’AFN che includono: addestramento alle armi da fuoco in diversi Stati, comunicazioni criptate incentrate sulle armi, un evento di reclutamento in un bar in riva a un lago in Ohio e nuovi membri che costruiscono svastiche di legno in un rituale di iniziazione. A partire dal 2021, l’adozione del linguaggio e dell’iconografia apertamente nazisti hanno cominciato a destare maggiore preoccupazione all’interno della comunità e hanno messo in guardia i gruppi per i diritti umani nei confronti dell’organizzazione.
Chiara Rivière