I laburisti proiettati verso una vittoria storica in Gran Bretagna

I laburisti proiettati verso una vittoria storica in Gran Bretagna

Gran Bretagna laburisti
Foto di Amar Saleem

Domani si terranno le elezioni legislative in Gran Bretagna e dopo 14 anni di strapotere e 3 primi ministri il regno dei Tories sembra sull’orlo della catastrofe. Tutti i sondaggi, infatti, danno il candidato del partito labourista, Keir Starmer, in testa con un ampio scarto sui contendenti. Sullo sfondo la débâcle dell’attuale premier conservatore, Rishi Sunak, che a sorpresa ha indetto queste elezioni straordinarie anticipate lo scorso maggio. Secondo il calendario politico, infatti, le elezioni per il rinnovo della Camera dei Comuni (o camera bassa) britannica avrebbero dovuto tenersi tra sei mesi. Con una mossa a sorpresa Sunak ha tentato di raccogliere intorno a sé i conservatori e di utilizzare la campagna elettorale (durata solo 40 giorni) per ridurre il gap di oltre 20 punti percentuale che già a maggio lo vedeva in forte difficoltà contro l’opposizione.

Ora, dopo Boris Johnson e Liz Truss, Sunak potrebbe essere l’ultimo premier conservatore di questo ciclo che si è scontrato con una difficile crisi economica e scelte politiche molto criticate. A inizio settimana, Sunak si diceva ancora fiducioso, ha invitato gli elettori indecisi a votare per lui e ha dichiarato di non essere pronto a fare da capro espiatorio in caso di una sconfitta che tutti i commentatori politici del Regno Unito danno per certa. A prendere il suo posto a Downing Street potrebbe essere (già sabato), l’ex procuratore della Corona, sir Keir Starmer, 62 anni, alla guida dei laburisti dal 2019. C’è chi addirittura ipotizza che Starmer potrebbe ottenere un risultato migliore di quello di Tony Blair nel 1997.

In Gran Bretagna gli aventi diritto al voto sono circa 50 milioni (su una popolazione totale di circa 68 milioni), divisi in quattro nazioni (Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord). Secondo la legge elettorale britannica è previsto un solo turno per le elezioni legislative. Il territorio delle 4 nazioni è diviso in 650 collegi uninominali dai quali usciranno altrettanti parlamentari che formeranno così il corpo della Camera dei Comuni. All’Inghilterra spettano 543 seggi, alla Scozia 57, al Galles 32 e all’Irlanda del Nord 18. Per essere eletto ogni candidato ha bisogno della maggioranza relativa dei voti nel seggio in cui è candidato.

Secondo alcuni degli ultimi sondaggi pubblicati dai media britannici, ai laburisti potrebbero andare ben 440 seggi, mentre i conservatori potrebbero crollare a 80-90 seggi. Se questo scarto fosse confermato si determinerebbe una maggioranza senza precedenti.

Nonostante le critiche ricevute dall’ala sinistra del partito laburista per il suo stile troppo remissivo e poco carismatico, Starmer è riuscito ad accreditarsi come «uomo ordinario» e a far breccia nella classe media delusa dalla destra. Figlio di un operaio della periferia ricca di Londra e di un’infermiera affetta da una malattia invalidante, è stato l’unico dei 5 figli a poter frequentare l’università. Alla sua nomina alla guida del partito laburista i fedelissimi del suo predecessore, Jeremy Corbyn, non avevano dimostrato per lui troppa fiducia, soprattutto in virtù del suo stile così diverso dal battagliero ex leader. In cinque anni Starmer ha spostato il partito più al centro, spingendosi fino a elogiare Margaret Tatcher (e facendo indignare più di un laburista) e a smarcarsi dalla polemica sulla Brexit. Inoltre, la sua relazione con Victoria, di religione ebraica, ha quietato anche le polemiche sul presunto anti-semitismo nei laburisti di Corbyn, espulso dal partito insieme ad altri suoi sodali proprio con l’accusa di anti-semitismo. In ogni caso Starmer ha dichiarato che se devesse essere eletto riconoscerà ufficialmente lo stato di Palestina.

Resta l’incognita di Reform Uk, il partito populista di destra di Nigel Farage, l’ex leader del movimento per la Brexit. Nonostante gli appelli dei conservatori, Farage ha deciso di correre da solo ed è certo che in molti collegi contenderà il voto proprio al partito di Sunak, contribuendo a un eventuale crollo dei Tories. Le previsioni sul risultato di Farage sono più incerte, c’è chi ritiene che i recenti scandali generati dalle dichiarazioni razziste di alcuni candidati potrebbero nuocere alla formazione e fargli ottenere intorno ai 10 seggi e chi, al contrario, vede i delusi da Sunak spostarsi in massa a destra permettendo a Reform Uk di ottenere addirittura auna percentuale a due cifre.

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