Violenza sulle donne: i dati in Italia e nel mondo

Violenza sulle donne: i dati in Italia e nel mondo

La violenza sulle donne è spesso rappresentata tramite scarpe rosse

Giulia Cecchettin, ventidue anni, rapita dall’allora fidanzato Filippo Turetta a pochi giorni dalla laurea, e trovata morta sul fondo del lago di Barcis. Roberta Siragusa, bruciata viva nel gennaio 2021 a diciassette anni, da un carnefice – ancora una volta il fidanzato – condannato solo adesso all’ergastolo. E un’altra diciassettenne, anonima, di Genova, attirata a una “festa tra ragazzi” e violentata da un branco di quattro persone dopo essere stata stordita con delle bevande alcoliche.  

Questi sono solo i casi di violenza domestica più discussi degli ultimi giorni. Tutte donne, tutte giovani, tutte vittime di una mentalità di dominio maschile e patriarcale ancora troppo radicata nel sistema italiano. Ma come indica lo scalpore suscitato dall’omicidio Cecchettin, in Italia come all’estero, le radici del patriarcato nella cultura si estendono anche al di fuori del confine. In tutto il mondo occidentale, Europa e oltre, si denuncia il patriarcato e si lotta per le sue vittime. 

Ed ecco in che modo e quantità si manifesta la violenza sulle donne in Italia e fuori. 

I dati in Italia

Il sito del Ministero Della Salute, alla voce “violenza sulle donne”, presenta dati spiazzanti. Un report risalente al 19 novembre 2023, ad opera del servizio analisi criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale, indica che una donna su tre è colpita, a prescindere dalla severità, da violenza di stampo sessista. 

Dati Istat del 2014 evidenziano che la violenza di genere – fisica o sessuale – rappresenta una realtà vissuta per il 31,5% delle donne italiane. Si tratta in molti casi di violenze casalinghe, compiute non da estranei, ma da persone vicine: parenti, amici, partner o ex partner. Solo i partner italiani compiono il 62,7% degli stupri denunciati. 

A proposito dei femminicidi Istat evidenzia che nel 92,7% dei casi in cui una donna viene uccisa, il colpevole è un uomo. Nel 2022 sono state uccise 126 donne: si stima che di esse, 106 siano state uccise dal partner di sesso maschile. Tra gli omicidi delle donne, l’84,1% è attribuito alla violenza di genere.

Ma come si collocano questi dati di fianco al resto dell’Europa, e del mondo?

Europa, Inghilterra, America

Le reti European Data Journalism Network e Mediterranean Institute for Investigative Reporting hanno compilato, nel marzo del 2023, un report su venti paesi di tutta Europa che evidenzia le statistiche sulla diffusione della violenza sulle donne. Il tasso più alto di violenza si registra al sud: non solo in Italia, ma anche in Slovenia, Germania e Grecia – quest’ultimo è il paese con il tasso più alto di femminicidi, che solo tra 2020 e 2021 sono aumentati del 187,5%, da 8 a 23. 

I dati sono influenzati dalla pandemia, che ha costretto molte donne a rimanere in casa con uomini violenti. Anche in Italia si è verificato un fenomeno analogo: secondo l’Istat la percentuale di donne uccise in ambiente domestico da una persona vicina è salita dal 77,6% al 90,9, ad opera di partner, e 85,7 ad opera di parenti. 

In Europa solo due paesi, Cipro e Malta, riconoscono il femminicidio come crimine a sé.  

Un’analisi globale di Statista, stilata il 24 novembre 2023, evidenzia che nel 2022 duemilatrecento donne sono state uccise da un partner o da una conoscenza intima solo in Europa. Un’infografica ad opera della divisione per le donne dell’Unione Europea, che include tutte le manifestazioni di violenza – includendo traffico umano e mutilazione genitale, ma anche violenza psicologica, socio-economica e hate speech – mostra che due donne su dieci in Europa hanno subito violenze da un amico o compagno, e tre su dieci da un parente. Dieci hanno subito violenze durante la loro vita – due, ogni giorno, in tutta l’Unione, muoiono. 

La violenza di genere ha anche un costo ingente, consistente in più di 290 milioni di euro in tutta l’Unione.

In Inghilterra, il NCDV – National Centre for Domestic Violence – include nella definizione di abuso domestico non solo la violenza fisica e sessuale, ma anche un atteggiamento violento e coercitivo e la costrizione economica. Calcola l’età delle vittime a partire dai sedici anni. I loro dati, aggiornati a novembre del 2022, calcolano che una persona adulta su cinque subisca abuso domestico nella sua vita – di queste cinque quattro sono donne, una sola un uomo. 

Nell’anno precedente al marzo 2022, la polizia ha registrato più di un milione e mezzo di casi di violenza domestica tra Inghilterra e Galles. Tra le persone che si sono rivolte al NCDV per ricevere protezione civile, il 93% sono donne, e ogni trenta secondi viene rivolta alla polizia una telefonata legata all’abuso domestico. Questo senza contare i casi non denunciati: secondo la stima del National Centre, la percentuale di violenza domestica che viene denunciata alle Forze dell’Ordine è inferiore al 24%. 

Per quanto riguarda gli Stati Uniti d’America, le statistiche più rivelatrici vengono dal sito della NCADV, la National Coalition Against Domestic Violence. Circa venti persone al minuto subiscono abusi fisici da un partner intimo in tutti gli Stati Uniti – corrispondete a più dieci milioni di vittime tra uomini e donne. Una donna su quattro ha subito “severa violenza fisica da un partner intimo, violenza di contatto sessuale da un partner intimo e/o stalking da un partner intimo con impatti come ferite, paura, stress post-traumatico, uso di servizi per le vittime, contrazione di malattie sessualmente trasmissinbili, ecc…”. La situazione è resa più rischiosa del 500% dalla presenza di un’arma da fuoco in casa: pistole, fucili e affini rappresentano le cause del 19% delle violenze. 

Una donna su dieci è stata stuprata da un partner intimo, una su quattro è stata vittima di violenza fisica severa (pestaggi, ustioni, strangolamento); una su sette, contro l’uno su diciotto degli uomini, ha subito stalking a livello tale da temere per la propria vita o quella di un caro. Una donna statunitense su cinque – e un uomo su settantuno – sono vittime di stupro durante le loro vite. 

In un solo giorno, le linee rosse per le vittime di violenza domestica ricevono più di ventimila telefonate in tutti gli stati. 

Le statistiche europee

Secondo una statistica di Edjnet e Miir, riportata dal portale OpenPolis e risalente al primo marzo 2023, nei dieci anni intercorsi tra 2010 e 2021 si sono verificati 3.232 femminicidi in 20 stati UE – esclusi Belgio, Bulgaria, Danimarca, Irlanda, Lussemburgo, Polonia, Portogallo e Romania.

Per Istat, il paese con la più alta percentuale di donne uccise ad opera di famigliari o ex partner in Europa è la Lettonia, dove nel 2020 è stato calcolato che ogni centomila donne, 2,14 vengono uccise da persone a loro vicine. Segue a larga distanza la Lituania, dove gli omicidi di donne si consumano in proporzione di 0,87 su centomila. Poi la Croazia, con 0,67, l’Austria con 0,6 e la Slovenia con 0,57. La percentuale dell’Italia, tarata al venerdì 14 aprile 2023, è di 0,32 su centomila. 

Ma non ci si faccia ingannare dalle cifre decimali: la Germania, che presenta una cifra lievemente più elevata dell’Italia – 0,53 – solo nel 2020 sono state uccise 225 donne in modo volontario e ad opera di parenti, partner ed ex partner. 

Anche per quanto riguarda l’Italia, la percentuale bassa e al di sotto della media UE – che corrisponde a 0,66 su centomila – si percepiscono segni negativi. Innanzitutto i dati relativi agli omicidi di donne da parte di intimi sono molto simili, oggi, a come si presentavano negli anni novanta. Secondo un’analisi Istat, negli anni novanta venivano uccisi cinque uomini per ogni donna. La percentuale è scesa a 2,6 nel 2002, e 1,6 nel 2021. Nel 2020 gli uomini muoiono di meno – da un tasso di mortalità di 0,70 a 0,59; non così le donne, i cui decessi aumentano. Nel 2021 è stato registrato un tasso di mortalità pari allo 0,39.

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