Sabato Angieri

Sì, anche in Russia c’è chi non vuole fare la guerra

Sì, anche in Russia c’è chi non vuole fare la guerra

In questo clima da 1939 che qualcuno (diverse migliaia secondo dati impossibili da verificare) abbia il coraggio di manifestare in Russia. In un momento delicato come questo, in cui la renitenza alla leva può costare fino a 15 anni di prigione e opporsi al governo significa quasi sicuramente la galera, le piazze di molte città russe hanno ospitato proteste contro la “mobilitazione parziale” indetta dal Cremlino. Gli ucraini si prendono gioco dei russi che prima disegnavano le “Z” dovunque e ora tentano di espatriare o di opporsi.

Un manifestante arrestato dalla polizia a Mosca

Un manifestante arrestato dalla polizia a Mosca

Al momento gli arrestati nelle diverse province della Federazione Russa dovrebbero essere più di 1300. Senza contare l’allarme diffuso dall’agenzia Reuters ieri a proposito dell’assalto ai voli di sola andata verso l’Armenia e la Turchia (dove i russi non hanno bisogno del visto). Secondo “Aviasales” i biglietti sono andati esauriti in poche ore. Infatti, Aeroflot, la compagnia nazionale russa, da oggi ha proibito agli uomini fino ai 50 anni, ad oggi l’età massima per gli arruolamenti coatti, di salire sui propri vettori. Ne è scaturito un vero e proprio esodo verso la frontiera con la Finlandia, dove da 24 ore moltissime famiglie provano a entrare. Se usciamo dalla logica secondo la quale ogni russo è un guerrafondaio omicida, forse riusciremo anche ad avvicinarci al dramma che sta vivendo questa gente a causa del suo governo.   Cosa sappiamo finora: Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che sta richiamando le seguenti categorie di cittadini per la mobilitazione: – Soldati semplici e sergenti – fino a 35 anni di età – Ufficiali minori – fino a 50 anni – Ufficiali superiori – fino a 55 anni.

 

Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu

Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu

Secondo il ministro della Difesa, Sergei Shoigu, in Russia ci sono circa 25 milioni di persone che hanno ricevuto l’addestramento militare e che, potenzialmente, potrebbero essere impiegate in una guerra. Di questa cifra totale, al momento ne starebbero richiamando l’1% . Anche se al momento si parla di circa 300 mila richiamati, quindi più dell’1%. Molti report, non confermabili al momento, parlano già di cifre ben più alte. Invece, secondo la testata “Novaya Gazeta”, che cita fonti anonime del Cremlino,  il governo russo intende mobilitare 1 milione di persone contro l’Ucraina. Il settimo paragrafo del decreto di Vladimir Putin sulla mobilitazione, destinato “ad uso interno”, afferma che fino a un milione di persone possono essere arruolate nell’esercito. “Hanno cambiato la cifra diverse volte e alla fine si sono accordati su un milione”, avrebbe rivelato la fonte. Sembra che la paga media di questi soldati sarà di circa 500 € al mese. Tuttavia, il 22 settembre il capo della regione russa della Yakuzia ha dichiarato che i coscritti verranno pagati 205.000 rubli (3400 dollari) al mese dalla sua amministrazione regionale. Le reazioni dei Paesi limitrofi:

  • Kazakistan. Secondo il presidente del parlamento kazako, Maulen Ashimbaev, il suo Paese non rilascerà permessi di soggiorno permanenti ai russi senza l’accordo del Cremlino.
  • Georgia. Secondo la testata “Ekho Kavkaza” c’è un ingorgo di diversi chilometri al confine con la Georgia creato dalle auto dei russi che tentano di passare la frontiera.
  • Finlandia. “Helsinki dovrebbe rispondere rapidamente alla decisione del Cremlino”, ha dichiarato l’ex leader del Partito dei Finlandesi e attuale presidente della commissione parlamentare per gli affari esteri Jussi Halla-aho. Secondo Halla-aho, il passo successivo sarebbe quello di impedire ai cittadini russi di entrare in Finlandia.

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