Giulia Bucelli

La Tour Eiffel arrugginisce, i lavoratori scioperano

La Tour Eiffel arrugginisce, i lavoratori scioperano

Tour Eiffel

I turisti che sono in visita a Parigi in questi giorni resteranno delusi: il monumento che più la rappresenta nel mondo, la Tour Eiffel, è chiuso.

Che cosa sta accadendo nella capitale francese?

Tour Eiffel, lo sciopero

Il 19 febbraio scorso è iniziato lo sciopero dei lavoratori della Tour Eiffel, che ha portato alla momentanea chiusura al pubblico del celebre monumento parigino.

Quando scriviamo, lo sciopero è giunto al suo terzo giorno. Riguarda due sindacati: Cgt (Confédération générale du travail) e Fo (Force Ouvrière) che denunciano una gestione finanziaria inefficiente del sito da parte del comune di Parigi.

Le rimostranze dei sindacati

I sindacati lamentano la cattiva gestione finanziaria da parte della Sete, società che gestisce il monumento di proprietà al 99 per cento del Comune di Parigi, che ha causato perdite intorno ai 130 milioni di euro, legate anche alla crisi sanitaria.

Si lamenta anche il rincaro dei biglietti il cui costo, già cospicuo, è destinato ad aumentare anche del 20 per cento.

Un altro motivo di protesta è la chiusura del terzo piano della torre per lavori per un mese, dall’8 gennaio al 9 febbraio scorso. Il protrarsi della chiusura, con le vacanze scolastiche in corso e l’arrivo imminente delle Olimpiadi di Parigi 2024, promette di poter causare danni economici ancora maggiori.

I sindacati avvisano che lo sciopero potrebbe protrarsi ancora e ricordano la chiusura dello scorso 27 dicembre, quando la Tour Eiffel fu inagibile al pubblico in occasione del centenario della scomparsa di Gustave Eiffel.

Lo stato di conservazione della Tour Eiffel

Malgrado i lavori di manutenzione del monumento, la principale istanza rivendicata dai sindacati è il cattivo stato della Torre, la cui ultima riverniciatura risale ormai a 14 anni fa (a fronte dei consueti 7 anni). La struttura, infatti, presenterebbe diversi segni di corrosione.

Questa la testimonianza di Denis Vavassori, rappresentante sindacale della Cgt: ”È in uno stato di rovina, molto chiaramente. Sotto la torre, se ti avvicini, vedi tracce di ruggine. Ci sono dipendenti che hanno più di 30 anni di anzianità, non hanno mai visto una cosa del genere”.

Gli agenti atmosferici, soprattutto al terzo piano della Torre, sono inclementi: la cima è continuamente esposta a piogge, clima rigido e forti venti. I lavori che hanno tenuto il terzo piano del monumento inaccessibile ai visitatori per un mese intero non riguardavano la struttura in sé ma i servizi ad essa connessi: bagni, scale, pavimenti, illuminazione, riscaldamento e ascensori.

La cassandra, anzi… la Marianna

Due anni fa, il quotidiano Marianne portava l’attenzione sul cattivo stato di conservazione del monumento ponendo ai lettori una domanda provocatoria quanto sinceramente preoccupata: “Abbiamo visto bruciare Notre-Dame, vedremo cadere la Torre Eiffel?”. E riportava le parole di un dirigente del sito: “È semplicemente sconcertante, se Gustave Eiffel visitasse il luogo, avrebbe un collasso“.

La ventesima campagna di restauro della Torre, infatti, a fronte di un costo di circa 60 milioni di euro, prometteva di non risolvere il problema, riguardando solo il 30% dell’opera e prevedendo la sverniciatura del solo arco decorativo che si affaccia su Champs Du Mars: il 5% dell’intera torre. Lasciando immutati 245.000 metri quadrati di ferro.

Non appaiono, quindi, infondate le critiche che declassano l’intervento a semplice lifting cosmetico.

Il giro d’affari

La Tour Eiffel è il monumento europeo più popolare e che genera il maggior giro d’affari: 434 miliardi di euro. Il record di afflusso negli ultimi 10 anni risale al 2014, quando i visitatori toccarono quota 7 milioni.

Nel 2017, a circa 130 anni dalla sua inaugurazione, il monumento più iconico di Parigi festeggiò il raggiungimento di 300 milioni di visitatori.
Solo nel 2023, sono stati 6,3 milioni i visitatori della Tour Eiffel: centomila in più (l’8 per cento in più) rispetto al totale registrato nel 2019, prima della pandemia da Covid-19.

Quest’anno, in occasione delle Olimpiadi di Parigi, il giro d’affari legato alla capitale francese, e anche ai suoi monumenti più celebri, è destinato ad aumentare vertiginosamente. Stando a quanto stimato da PredictHQ, il giro d’affari in città si aggirerà intorno a 537 milioni di dollari, di cui 132 milioni legati solo alle strutture ricettive.

Per l’occasione è previsto l’arrivo di più di 16 milioni di visitatori da tutto il mondo. Ecco perché è bene che il Comune di Parigi decida di ascoltare le rimostranze dei sindacati il prima possibile. E faccia sì che la Dame de Fer possa vivere almeno altri 100 anni.

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