Atlante

À la recherche – Speciale Festa del cinema

À la recherche – Speciale Festa del cinema

Presentato all’interno della sezione Freestyle alla Festa del cinema di Roma, À la recherche è il nuovo film scritto, diretto e interpretato da Giulio Base. Il racconto, ambientato nel 1974, esclusivamente all’interno delle mura domestiche di una villa lontana dalla città, narra l’intenzione di Ariane, una nobildonna decaduta, e di Pietro, uno sceneggiatore di film di serie b, di scrivere una sceneggiatura basata sull’opera di Proust da proporre al celebre Luchino Visconti. I due lavorano per mesi all’adattamento dell’opera dello scrittore francese e durante il tempo trascorso insieme hanno modo di discutere tra loro di cinema, politica e arte e di conoscer meglio sia l’altro,
sia loro stessi; in questo modo quella sorta di isolamento diventa un modo attraverso il quale scavare nelle profondità di due personaggi e di raccontare un decennio, gli anni Settanta, visti dagli occhi di due sconfitti prossimi alla deriva definitiva della loro vita.

In questo dramma da camera in cui figurano solo due attori, Giulio Base inserisce una serie di elementi che delinea sullo sfondo un contesto narrativo tutto da immaginare: i personaggi citati, i grandi del cinema, l’arte e gli eventi politici che stanno sconvolgendo quel decennio ma anche la vita dei protagonisti, il loro passato e la loro concezione della società diventano uno dei tanti argomenti di discussione che riempiono, insieme alle sezioni in cui parlano della scrittura della sceneggiatura da scrivere, il film.

Sin da subito si capisce che il rapporto tra i due è ambiguo e ambivalente: Ariane e Pietro sono di idee opposte su quasi tutto quello di cui discutono (fatta eccezione unicamente per la loro passione nei confronti di Visconti) ma sono anche, in un certo senso, complici e complementari. La messa in scena, aiutata da un ottimo montaggio, non appesantisce mai il film (seppur a volte siano presenti alcune scelte di regia davvero poco coraggiose, come ad esempio le continue inquadrature sulla macchina di Pietro che esce ed entra dal vialetto per rappresentare il passaggio temporale). La dimensione spaziale della villa viene gestita con gran cura e lo spettatore non ha mai la sensazione spiacevole di disorientamento. Anche il movimento dei personaggi, in quell’unico spazio, viene diretto con abilità e cura.

La scrittura rappresenta al tempo stesso il pregio migliore e il difetto principale di À la recherche: sebbene, infatti, come evidenziato in precedenza, attraverso i soli dialoghi il regista riesca a tratteggiare sullo sfondo un ampio universo, in alcuni dialoghi, soprattutto in quelli più concitati e in quelli riguardanti la sfera politica, si avverte una verbosità eccessiva, più adeguata ad un trattato scritto che ad un dialogo cinematografico.

La recitazione dei due protagonisti, Anne Parillaud (celebre interprete della Nikita di Besson) e lo stesso Giulio Base, risulta ben amalgamata e convincente per una storia che fa dell’intesa e del contrasto tra i due personaggi il suo fulcro.

À la recherche è un buon film che mette in scena, oltre all’impresa dell’adattamento di una delle più celebri opere della storia della letteratura mondiale, l’interiorità fragile di due personalità apparentemente forti.

Il film arriverà nelle sale italiane il 2 novembre.

Condividi