La truffa corre sui social. E punta sui sentimenti

La truffa corre sui social. E punta sui sentimenti

La truffa corre sui social

Da qualche mese a questa parte, su Facebook circolano alcuni post in grado di suscitare subito la curiosità del lettore, grazie a un copy che si ripete sempre uguale e alla sponsorizzazione, che permette loro di raggiungere un pubblico targetizzato: utenti italiani di età superiore ai 18 anni.

Sono post che contengono sempre delle call-to-action: l’utente è invogliato a compiere un’azione, che sia acquistare prodotti online, compilare un questionario o provare a ricevere a casa prodotti gratis. Sono contenuti che possiamo considerare, sotto alcuni aspetti, a dir poco truffaldini. La truffa può consistere nella premessa, falsa e scritta ad arte per convincere chi legge a fare ciò che si chiede, oppure nel tentativo di sottrarre dati personali gratis e senza dare nulla in cambio all’utente.

Andiamo ad analizzare più nel dettaglio una di queste truffe.

Truffa 1: un esempio di post Facebook

Truffa 1: un esempio di post Facebook

La truffa perfetta: la piccola azienda che sta chiudendo

La truffa social che vogliamo raccontarvi si basa su un doppio inganno: la storia che si racconta all’utente e la merce che si propone.

La storia è costruita ad arte, sempre uguale, per innescare un trigger emotivo in chi legge: “siamo una piccola azienda artigianale a conduzione familiare, la crisi ci costringe a chiudere (oppure, semplicemente, cessiamo l’attività) e stiamo svendendo a prezzo di costo i nostri prodotti”. Che sono quasi sempre gioielli, talvolta vestiti o accessori.

Il post è correlato da immagini dei prodotti più scenografici, a volte immagini generate con l’intelligenza artificiale di vecchine sorridenti e inoffensive (perché, si sa, le persone anziane sono rassicuranti). Al post è ovviamente linkata una pagina web che riporta al presunto negozio online, sul quale appare un conto alla rovescia infinito al termine della svendita.

E qui entra in scena il secondo inganno: quello dei prodotti disponibili in vendita. Che sono sempre legati alla stagione o, comunque, alle tendenze del momento, quindi risultano attrattivi per il potenziale acquirente. E che vengono venduti a cifre apparentemente irrisorie, 30-40 euro massimo, a fronte di un “prezzo di listino”, opportunamente sbarrato, maggiore del 50%.

Peccato, però, che a un utente non affetto da shopping compulsivo basti una rapida ricognizione su siti cinesi di drop shipping come AliBaba e AliExpress per trovare lo stesso articolo a pochi euro, con tanto di sconto per acquisti massivi. Comprando articoli, spesso di qualità mediocre e non corrispondenti a quanto mostrato in foto, il venditore/truffatore applica un ricarico netto di almeno 15-20 euro a pezzo su ciò che spaccia per artigianale e made in Italy. Si chiama marketing, bellezza, ma anche raggiro.

Sarebbe bello dirvi che in questo caso ci si limita al raggiro, ma in realtà si va oltre: a un certo punto vengono rimossi i post sponsorizzati che hanno fatto da specchietto per le allodole e gli utenti che hanno acquistato in massa si vanno a lamentare con l’azienda sulla sua pagina Facebook chiedendo ragguagli su spedizioni che, con tutta probabilità, non arriveranno mai a destinazione. Inutile dire che le pagine presentano un unico post di benvenuto e non hanno contatti di un reale servizio clienti, pur presentando qualche risposta di un fantomatico community manager.

Truffa 1 - Sito Truffa 1 - Sito

Quello sopra è il caso di un sito catalogabile come “scam”, truffa, che vende a prezzi apparentemente stracciati gli stessi bijoux che è possibile comprare a una frazione del prezzo su AliExpress. In questo caso specifico, il post civetta sponsorizzato per incrementare le vendite è stato già rimosso da Facebook.

Truffa 1: il prodotto su AliExpress

Consultando la sezione Recensioni sulla pagina facebook dell’azienda, comunque, la truffa viene smascherata e denunciata dagli utenti stessi:

Truffa 1: recensioni social

E non è tutto: gli ormai tristemente noti “gioielli dell’onda” sono presenti anche su altri analoghi marketplace online che si fregiano della loro “collezione artigianale” (vedi sotto). 

Truffa 1 - sito

Truffa 1: i prodotti

Insomma: l’inganno, soprattutto quando si tratta di mettere mano al portafogli, è sempre in agguato. Un utilizzo saggio di Google Lens, soprattutto in questi casi, è altamente consigliato.

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